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introduzione all'inverosimile
 
 
 
 
           
       

 

 

 
1 novembre 2003


DOPO LA PIOGGIA(after the rain)

 

Quando il bicchiere sarà vuoto

Ed il tempo sarà finito,

ricorderò le tue parole in questa

fredda notte.

 

Ho aspettato per tanto tempo

Ho aspettato per troppo tempo,

ma adesso io lo so

 

Io vedrò il tuo volto

Dopo la pioggia

Io vedrò il tuo volto

 

Ti raggiungerò nel campo di fragole

Dove i sogni vivono,

là dove le parole non contano

noi saremo veri.

 

Le maschere cadranno

Le maschere cadranno,

e io ti vedrò

 

Io vedrò il tuo volto

Dopo la pioggia

Io vedrò il tuo volto

 

                 wowie




permalink | inviato da il 1/11/2003 alle 19:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

21 ottobre 2003


Amico fragile

(Fabrizio De Andrè)

Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d'attenzione e d'amore
troppo « Se mi vuoi bene piangi »
per essere corrisposti,
valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo «Mi ricordo»:
per osservarvi affittare un chilo d'erba
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità:
perché già dalla prima trincea
ero piú curioso di voi,
ero molto piú curioso di voi.
E poi sospeso tra i vostri «Come sta»
meravigliato da luoghi meno comuni e piú feroci,
tipo: «Come ti senti, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te».
"Lo sai che io ho perduto due figli".
«Signora lei è una donna piuttosto distratta».
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell'ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incorniciare una chitarra.
E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi.
Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a vederle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo.
Potevo chiedervi come si chiama il vostro cane
il mio è un po' di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un canníbale al gíorno
per farmí ínsegnare la mia dístanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.
E mai che mí sia venuto in mente
di essere piú ubriaco di voi
di essere molto piú ubriaco di voi.




 


 

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